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di Anton Cechov, versione italiana di Nanni Garella e Nina Tchechovskaja Interpreti principali:
Alessandro Haber, Susanna Marcomeni, Nanni Garella, Franco Sangermano, Marco Cavicchioli, Claudio Saponi, Silvia Giulia Mendola, Lisma Rosario, Linda Gennari, Gianluca Balducci, Pamela Giannasi, Vladimiro Cantalupi
Regia:
Nanni Garella
Produzione:
Nuova Scena – Arena del Sole – Teatro Stabile di Bologna / Emilia Romagna Teatro Fondazione – Teatro Stabile Pubblico Regionale Scene:
Antonino Fiorentino Costumi:
Claudia Pernigotti Tecniche:
luci: Gigi Saccomandi
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La nuova coproduzione di Nuova Scena – Teatro Stabile di Bologna ed Emilia Romagna Teatro
Fondazione rinnova la collaborazione artistica tra il regista Nanni Garella e l’attore Alessandro Haber, che con “Platonov” dà prova della sua grande sensibilità per i personaggi cechoviani. Già nel 2004 Haber aveva interpretato, per Nuova Scena, uno “Zio Vanja” sanguigno e passionale, prima tappa di un percorso di rivisitazione scenica e drammaturgica condotto da Nanni Garella sull’opera di Cechov.
Questa volta l’attenzione è rivolta a un’opera giovanile del drammaturgo: il testo del 1880-1881,
senza titolo, è stato etichettato dai critici come “Platonov”. Ritrovato un paio di decenni dopo la morte dell’autore che aveva lasciato accenni a un lavoro forse perduto o che aveva intenzione di
distruggere, il testo è stato pubblicato postumo nel 1923. Nei panni di Platonov, Haber incarna i tratti negativi di un personaggio abulico e privo di volontà, un Don Giovanni riletto e calato nel profondo della provincia russa, modellato sull’opera di Molière ma con echi dalla grande letteratura russa di Puskin e Turgenev. «Una persona intelligente e beffarda, un anticonformista –racconta Haber – e come Don Giovanni, una persona arida, assolutamente incapace di amare e di essere amato». Figurine di un mondo in decadenza, in cui i sentimenti non hanno più fondamento morale e i rapporti tra gli uomini sono dettati unicamente da interessi che non riguardano la sfera emotiva, i personaggi di Platonov si muovono nell’atmosfera intorpidita della provincia russa che assiste inerme al ribaltamento delle relazioni sociali, in seguito al dissolvimento dell’aristocrazia militare russa e di tutta la struttura sociale legata a un’organizzazione di tipo feudale. «Il quadro sociale descritto da Platonov – continua Haber – non è molto lontano dal nostro mondo, un mondo di decadenza, con gravi problemi economici, dove i rapporti sociali si disgregano». Per questo Garella ha ambientato il dramma alla fine del Novecento, nella Russia della Perestrojka, vestendo gli attori con abiti moderni.
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