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di William Shakespeare; adattamento di Piermario Vescovo Interpreti principali:
Natalino Balasso e Stefania Felicioli
Regia:
Paolo Valerio e Piermario Vescovo
Altri interpreti:
le attrici del Teatro Stabile di Verona Produzione:
Ente Teatrale Veronese e Teatro Stabile di Verona Musica:
Antonio Di Pofi Scene:
Luca Tombolato Costumi:
Chiara Defant
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commedia piacevole e concettosa recitata in sogno, in lingua rustica e materna
da otto donne e un ubriaco
Le donne Ma chi sono costoro, che conducono il gioco? Domanda, come tutte le domande che si presentano ingenue, profonda e spiazzante. E’ fin banale ricordare che le compagnie del teatro elisabettiano erano composte interamente da uomini e non è raro anche oggi imbattersi – per archeologia o bizzarria – in allestimenti tutti al maschile. Il capovolgimento che qui si presenta – una mossa forse più ardita – non ha nulla di concettoso né è dettato da una volontà di stranezza fine a se stessa. Una commedia quasi interamente di personaggi maschili e assunta come prototipo di trama misogina per antonomasia nella tradizione, è un terreno naturale per un capovolgimento o, più semplicemente, per un rovesciamento di prospettiva. E’ la storia di un sogno che si ribalta – e che assume quindi, a ritroso, un’aura di autocompensazione impossibile – chiama quello che un tempo si definiva il “mondo alla rovescia”. Ecco allora un drappello di donne che mettono in scena il sogno e impersonano, in abiti prevalentemente maschili, le parti in commedia che il sogno contiene. Proviamo anche noi così a mescolare un po’ – se ci riesce – le quinte del sogno lunare e i tragitti delle strade tra Padova e Verona. Paolo Valerio e Piermario Vescovo
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