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Stagione 2010/2011
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  Forest

Fabiano Fantini, Claudio Moretti ed Elvio Scruzzi
Interpreti principali: Fabiano Fantini, Claudio Moretti ed Elvio Scruzzi


Produzione: CSS Teatro stabile di innovazione del FVG
Dopo averci divertito con la graffiante comicità di “Four”, la commedia tratta dalla trilogia "Barbari" di Barrie Keeffe, il Teatro Incerto si riavvicina alla drammaturgia inglese e prende a riferimento e ispirazione gli autori della generazione dei “giovani arrabbiati” e la loro capacità di affrontare temi di protesta e impegno sociale. “Forest” si sviluppa su strutture dialogiche “pinteriane” e si avvale di un linguaggio duro e aggressivo caratteristico del “teatro inglese del rifiuto”.

Il testo racconta il controverso rapporto tra due ricchi fratelli contadini e un personaggio misterioso che i due ospitano nella vecchia casa dei genitori in fondo al borgo. L’ospite si abbandona a racconti contraddittori che lasciano intravvedere un passato pieno di ombre. Approfittando dell’ingenuità di uno dei due fratelli, a poco a poco, costui si trasforma, da osservatore e vittima della dinamica familiare, in un incauto opportunista. Il mondo che circonda i protagonisti della nostra storia è segnato da mutamenti a cui essi non si vogliono adeguare. Intorno a loro aleggia la paura: la paura del nuovo, del diverso, ma anche degli incubi che a volte si ripresentano dal passato. Più in là, oltre il borgo, c'è il campo degli zingari e le strade si stanno riempiendo di extracomunitari. La paura genera mostri immaginari e la gente deve imparare a difendersi, ad organizzarsi... I due fratelli, in questo senso, hanno elaborato una strategia di sopravvivenza, ma è l'ingombrante presenza dell'ospite misterioso che ora rischia di rompere l'equilibrio su cui si fonda l'intesa fraterna.
In “Forest”” le desolate periferie inglesi lasciano il passo alla realtà friulana e ci ritroviamo in un piccolo borgo contadino, con la conseguente reinvenzione dei caratteri e del vissuto dei personaggi. L'intenzione è di analizzare un aspetto della realtà che ci circonda senza giudicarla, senza moralismi, ricostruendo uno spaccato di vita che, seppure in un crescendo parossistico e grottesco, possa permettere allo spettatore, magari con il sorriso sulle labbra, di riconoscersi e riflettere.

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