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  La locandiera

di Carlo Goldoni
Interpreti principali: Elena Bucci, Marco Sgrosso, Daniela Alfonso, Maurizio Cardillo, Gaetano Colella, Nicoletta Fabbri, Roberto Marinelli
Regia: Elena Bucci


Produzione: CTB Teatro Stabile di Brescia – Le Belle Bandiere
Musica: Raffaele Bassetti
Scene: Stefano Perocco di Meduna
Costumi: Marta Benini
Tecniche: disegno luci: Maurizio Viani
Quando abbiamo incontrato Goldoni, in occasione dell’allestimento de ‘Le smanie per la villeggiatura’, non pensavamo che scattasse la scintilla che ci porta ora, dopo ‘Macbeth’ e ‘Hedda Gabler’ a riaccostarci a lui. Abbiamo subito il fascino grande della sua causticità, della sua precisissima analisi dei comportamenti e dei caratteri, della matematica costruzione delle alchimie delle relazioni tra gli umani, della capacità di diagnosticare ogni debolezza ed ogni meschinità per poi alludere alle molte vie che invece si aprono quando si smetta di affidarsi alle convenzioni e all’abitudine, finalmente liberi dalla paura di guardare gli infiniti sé che ognuno di noi racchiude.

Tutti i personaggi della “Locandiera” sono reduci da un fallimento e in cerca di un atto miracoloso che risolva pavidità e sogni infranti. Capitano di questa zattera è proprio la locandiera, che intesse una trama di gesti che confortano grandi paure attraverso la soddisfazione di piccoli bisogni quotidiani, come se fosse la settecentesca - e contemporanea! - vestale di un tempio dedicato alla ricostruzione di danneggiate personalità, quasi si illudesse di ricreare un ordine del mondo a partire dal luogo da lei animato e abitato. Il suo servire ha la dignità e l’incedere di una regina senza potere, tranne quello che le deriva dalla coscienza del suo ruolo e dallo sguardo lucido e vigile su quanto la circonda.
Elena Bucci

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