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PROSA
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Dieci piccoli indiani… e non rimase nessuno!
due atti di Agatha Christie
traduzione di Edoardo Erba
con Giulia Morgani, Tommaso Minniti, Caterina Misasi, Pietro Bontempo, Leonardo Sbragia, Mattia Sbragia, Ivana Monti, Luciano Virgilio, Alarico Salaroli, Giancarlo Ratti
progetto scenico di Gianluca Ramazzotti e Ricard Reguant
scena di Alessandro Chiti
costimi di Adele Bargilli
regia di Ricard Reguant

produzione: Gianluca Ramazzotti per Ginevra srl

Siamo nel 1939, l’Europa è alle soglie della guerra. Dieci sconosciuti per vari motivi sono stati invitati su una bellissima isola deserta. Arrivati nelle camere, trovano affisse agli specchi una poesia, “Dieci piccoli indiani”. La filastrocca parla di come muoiono, uno dopo l’altro, tutti i dieci indiani. Una serie di morti misteriose infonde il terrore negli ospiti dell’isola, che iniziano ad accusarsi a vicenda fino ad arrivare ad una scioccante conclusione. L’assassino si nasconde tra di loro.
Forse il romanzo più cupo di Agatha Christie, probabilmente a causa proprio degli echi della guerra che di li a poco si sarebbero fatti sentire. Ma è grazie a questa cupezza che la scrittrice dà sfogo ad una vicenda piena di intrigo e suspense che trova il suo apice in un finale tra i più elettrizzanti e spiazzanti mai scritti. L’uso della filastrocca infantile, ribadisce il clima angosciante che pervade tutto il romanzo e che si manifesta tra i due poli contraddittori della colpa e dell’innocenza. La stessa filastrocca come definisce il critico inglese Falzon “È un’arma a doppio taglio, aiuta a creare quell’atmosfera magica e surreale, quella regressione infantile verso una vacanza nell’irrazionale e, allo stesso tempo, scandisce, con il suo ritmo inesorabile, la minaccia di morte che incombe su ciascun personaggio. Tutti professionisti sicuri di sé e della solida posizione sociale che viene messa in discussione dal preciso momento in cui sbarcano sull’isola”.

 

Nel 1943 la Christie adattò il romanzo per il palcoscenico che rimase in cartellone a Broadway per 426 repliche. L’opera teatrale differisce dal romanzo nel finale, in quanto, la Christie non voleva dare al pubblico un finale cosi altamente drammatico, specie in quegli anni, e decise di cambiarlo con un lieto fine. Un risultato un po’ deludente e frettolosamente pasticciato.
Per questo motivo per la prima volta nella storia della commedia e in accordo con la Aghata Christie limited, la produzione italiana è riuscita a ottenere il finale come nel romanzo del 1939 con lo stesso svolgimento mozzafiato.

DATE
14 novembre 2017
20.45
Monfalcone
15 novembre 2017
20.45
Monfalcone
16 novembre 2017
21.00
Gemona del Friuli
DATE
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Monfalcone
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